Io non mi arrendo
Regia di Enzo Monteleone

Sinossi

Marco Giordano è un giovane ispettore di provincia che insieme ad un gruppo di collaboratori (Rino, Lucio, Alessio e Michele) scopre il traffico di rifiuti tossici sversati nelle discariche abusive dall'avvocato Gaetano Russo con il lasciapassare di Don Antonio Pomarico. Nonostante le sue indagini, viene più volte ostacolato nel suo lavoro dai personaggi coinvolti nella vicenda come il vice-questore Valente. Nel suo lavoro, poi, trova anche Maria, una giovane ragazza polacca in cerca del rinnovo del permesso di soggiorno e che poi sposerà in Polonia dalla quale avrà una figlia di nome Martina. Dopo numerosi tentativi di portare avanti la sua indagine e nonostante le prove raccolte, il caso verrà archiviato rapidamente e Giordano invitato a dedicarsi ad indagini meno impegnative. Nel frattempo, Marco scopre di essersi ammalato di tumore proprio a causa del tempo trascorso nelle zone contaminate della Terra dei Fuochi per le sue indagini. A nulla serviranno i cicli di chemioterapia a cui si sottoporrà, avendo sempre la moglie Maria al suo fianco. Poco prima della sua morte, Marco Giordano viene convocato dal giovane magistrato napoletano Giovanni Cattaneo, intenzionato a riaprire il caso.
Durata2 ep. da 110'
GenereSerie TV
Data di uscita2016
CastGiuseppe Fiorello, Elena Tchepelava, Massimo Popolizio, Paolo Briguglia
Trasmesso daRai1 (disponibile su Raiplay)

Sinossi

Marco Giordano è un giovane ispettore di provincia che insieme ad un gruppo di collaboratori (Rino, Lucio, Alessio e Michele) scopre il traffico di rifiuti tossici sversati nelle discariche abusive dall'avvocato Gaetano Russo con il lasciapassare di Don Antonio Pomarico. Nonostante le sue indagini, viene più volte ostacolato nel suo lavoro dai personaggi coinvolti nella vicenda come il vice-questore Valente. Nel suo lavoro, poi, trova anche Maria, una giovane ragazza polacca in cerca del rinnovo del permesso di soggiorno e che poi sposerà in Polonia dalla quale avrà una figlia di nome Martina. Dopo numerosi tentativi di portare avanti la sua indagine e nonostante le prove raccolte, il caso verrà archiviato rapidamente e Giordano invitato a dedicarsi ad indagini meno impegnative. Nel frattempo, Marco scopre di essersi ammalato di tumore proprio a causa del tempo trascorso nelle zone contaminate della Terra dei Fuochi per le sue indagini. A nulla serviranno i cicli di chemioterapia a cui si sottoporrà, avendo sempre la moglie Maria al suo fianco. Poco prima della sua morte, Marco Giordano viene convocato dal giovane magistrato napoletano Giovanni Cattaneo, intenzionato a riaprire il caso.
Durata2 ep. da 110'
GenereSerie TV
Data di uscita2016
CastGiuseppe Fiorello, Elena Tchepelava, Massimo Popolizio, Paolo Briguglia
Trasmesso daRai1 (disponibile su Raiplay)

Photo

Cast

Extras

Crediti

Soggetto di:
Sceneggiatura diEnzo Monteleone, Giuseppe Fiorello, Jean Ludwigg, Marco Videtta, Monica Dobrowolska (consulenza)
Casting director
Aiuto regia
Direttore di produzione
Suono
Trucco
Acconciature
CostumiPaola Bonucci
ScenografiaMaurizia Narducci
MusichePivio e Aldo De Scalzi
MontaggioOsvaldo Bargero
FotografiaStefano Falivene
Delegato di produzione Ibla Film
Organizzatore generale
Produttore esecutivoRoberto Sessa
Prodotto daPicomedia e Iblafilm con Rai Fiction

Note del regista

Quando per la prima volta mi hanno raccontato la storia di Roberto Mancini, d’istinto ho provato rabbia e commozione nello stesso momento. Due sentimenti opposti che all’interno di questa avventura umana si alimentano a vicenda. Rabbia, perché la storia di Mancini è piena di ingiustizie, di imperizie, di silenzi, di valutazioni volutamente sbagliate. E’ impossibile non indignarsi di fronte alla mancanza di dedizione e vocazione alla giustizia da parte di certi organi dello Stato che avrebbero dovuto sostenere Roberto sin da subito nel suo lavoro, collaborando a una indagine che avrebbe potuto – fin da allora – smascherare un piano scellerato, criminale e irresponsabile. Invece lo hanno lasciato solo. E’ impossibile non arrabbiarsi di fronte all’ignoranza di chi avvelena la terra sulla quale far crescere i propri figli, solo per ottenere potere e profitto. La vicenda della “Terra dei fuochi” e delle sue vittime morte di cancro a causa dell’inquinamento dei terreni e delle falde acquifere, oggi la conosciamo tutti. Ed è altrettanto impossibile non pensare che se il lavoro di Roberto fosse stato sostenuto fin da subito come meritava e come era giusto, forse avremmo evitato un disastro, ed oggi vivremmo in un paese migliore, più pulito e più civile. La commozione, invece, mi è arrivata pensando alla figura di Roberto, un uomo con uno straordinario senso civile, e una totale devozione nei confronti degli altri. Un uomo che ha sempre fatto del suo mestiere una missione. Non un eroe, ma un servitore dello Stato. Per la fiction, «Io non mi arrendo», dedicata proprio a Mancini, ho proceduto come è mio solito: ho provato a capire se c’era un buon motivo per raccontarla e che messaggio avrei lasciato ai miei figli. Ogni volta, infatti, cerco di comprendere chi è l’uomo nel quale sto per calarmi. Stavolta non ho avuto personalmente contatti con Roberto ma l’ho cercato in tutte le persone che l’hanno conosciuto bene. Ho immaginato il suo sguardo, la sua forza, la sua determinazione, e per fare questo è stato importante conoscere la sua famiglia. Monika, la moglie, è stata un’amica cara e disponibile, attenta e sensibile verso il mio lavoro. Mi ha osservato con amore e mi ha dato la massima fiducia, regalandomi tanti consigli e tanti particolari che mi hanno aiutato a interpretare suo marito. Anche conoscere la figlia di Roberto, una ragazza dolce e determinata come il padre, è stato importante. Sono certo che sarà lei a continuare da dove lui ha lasciato. Sono certo che sarà capace di riscattarlo. Poi un giorno è venuta a trovarmi sul set la madre di Roberto, una donna forte e simpatica che porta ancora nel cuore un peso enorme, perché è consapevole di aver perso un figlio per il solo fatto che faceva bene il suo dovere. Perché questa è la verità: lui aveva scoperto qualcosa che non si poteva dire, qualcosa che dava noia a troppe persone. Per questo è stato lasciato solo, e per me è stato un onore ridare vita a un grande uomo e rivelare a tutti una storia insabbiata che avrebbe potuto fare luce sul più grande disastro ecologico del nostro paese. E lo stesso fanno queste pagine, scritte in punta di penna, che da un lato raccontano la vita del «poliziotto comunista» e dall’altro scoperchiano alcuni aspetti inediti e sconvolgenti della Terra dei fuochi: le complicità tra politica e criminalità, il silenzio delle istituzioni. Un testo che contiene anche una bellissima lettera dello stesso Mancini: il principio di un libro che aveva cominciato a scrivere poco prima di lasciarci e che oggi diventa l’inizio di questo importante lavoro degli autori.

Risultati e share

Prima Puntata - 15 febbraio 2016
Telespettatori: 7.252.000
Share: 27,76%

Seconda puntata - 16 febbraio 2016
Telespettatori: 7.356.000
Share: 28,15%

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